27 Gennaio 2012

31

 

       

            Non sono le ricorrenze importanti 

               a rendere speciale una persona 

                    ma sono le persone speciali 

      a rendere importante una ricorrenza.


                     E' per questo che

      non contano gli anni che compi oggi,

       ma il fatto che a compierli sei tu…

 
22 Gennaio 2012

L'amore colora dentro...

 

 


                     ma tu, con me, hai fatto molto di più

 
15 Gennaio 2012

Mai più coinvolgimenti emotivi. Basta.

 
11 Gennaio 2012

I passi ufficiali

 

 
04 Gennaio 2012

cambio di strategia

 

Un giorno, un non vedente era seduto sul gradino di un marciapiede con un cappello ai suoi piedi ed un pezzo di cartone con su scritto:

«Sono cieco, aiutatemi per favore»

Un pubblicitario che passava di lì si fermò e notò che nel cappello vi erano solamente alcuni centesimi di euro. 

Si chinò e versò delle monete, poi, senza chiedere il permesso al cieco, prese il cartone, lo girò, e vi scrisse sopra un'altra frase.

Quello stesso pomeriggio il pubblicitario ripassò dal cieco e notò che quello stesso cappello era adesso pieno di monete e di banconote. 

Il non vedente, avendo la sensazione di riconoscere il passo di quell'uomo, gli domandò se era stato lui ad aver scritto sul suo pezzo di cartone, ma soprattutto, gli domandò cosa vi avesse annotato.

Il pubblicitario gli rispose: "Nulla che non sia vero. Ho solamente riscritto la tua frase in un altro modo". Sorrise e se ne andò.

Il non vedente non seppe mai che sul suo pezzo di cartone vi era scritto:

"Oggi è primavera, ma io non riesco a vederla".


Morale: A volte, quando le cose non vanno come vorremmo, potrebbe aiutarci un cambio di strategia...

 
01 Gennaio 2012

Breve cronaca di un "suicidio" mancato...

Stanotte ho offerto alla morte la quinta opportunità per portarmi via con sé, e tutto sommato anche la più dolce da quando sono in vita.

Tutti quanti noi non pensiamo alla nostra dipartita e quelle volte che ci balena in mente questo pensiero o lo scacciamo via velocemente o per lo meno ci auguriamo sia privo di sofferenza.

Io ho avuto la possibilità di andarmene “ridendo a crepapelle” e per di più dopo aver salutato come avrei voluto buona parte delle persone a cui voglio bene. Insomma, riflettendoci a posteriori, un gran bel suicidio, seppur non programmato.

Morire dal ridere, morire perché ridi talmente tanto e di gusto  da interrompere l’afflusso di ossigeno al cervello e creare un black-out che ti fa perdere letteralmente i sensi e ti fa stramazzare a terra all’indietro come un fuscello inanimato, facendoti battere il capo.

Boom…. Game Over.

Ma non era questo ciò che volevo raccontarvi, bensì cosa c’è stato dentro a quel lungo minuto di incoscienza, raccontarvi ciò che nessuno di noi sa se non tramite il racconto di chi ci è passato ed ha avuto la fortuna di tornare indietro.

Io ho letto di altre storie ma la mia è diversa… forse perché il mio limbo non è stato lungo… chi può dirlo.

Io non ricordo dei miei che mi parlano, che mi scuotono, che mi danno pizzicotti…. Niente di tutto questo… non riuscivo ad udire le loro voci.

Quando mi sono risvegliato, aprendo gli occhi,  mi sentivo bene, era come se avessi dormito per ore e non capivo il perché fossi circondato, ovunque mi girassi, da persone che mi chiedevano come stessi in preda al pianto o a crisi isteriche. Era quel loro agitarsi la sola cosa che mi frastornava, oltre al bernoccolo che da lì a poco avrei sentito. Tutti mi dicevano di sedermi ma io volevo stare in piedi perché mi sentivo bene.  

 

Vi ho detto che la cronaca sarebbe stata breve….

Non vi ho raccontato di aver colto alcuna luce in lontananza o presenze di altro tipo attorno a me, perché non ce ne sono state….  ricordo perfettamente i momenti prima di perdere i sensi e tutto ciò che è avvenuto al mio risveglio. In mezzo il buio, il vuoto, il silenzio.

 
24 Dicembre 2011

Dedicato agli amici del blog

Ci sono tanti Natale , uno diverso per ciascun cuore. 

Il mio augurio é che il vostro,

lo trascorriate insieme a quelle persone che, 

quotidianamente, 

vi arricchiscono la vita.

Un abbraccio...

 


 

 
23 Dicembre 2011

thinking of you

ventidue volte auguri

 
22 Dicembre 2011

iNseGuENdO un SoGNo A cOLoRi

I miei sonni sono bui come una cantina senza lampade.

Il fatto è che io non sogno. Ma vorrei.

A me, ad esempio, piacerebbe sognare di essere un fachiro.

Per stupirti ancora, per farti sorridere. Almeno mentre dormo.

 

 

 
17 Dicembre 2011

suggestioni

E' commerciale ciò che riesce a soddisfare i colti senza lasciare insoddisfatti gli stupidi,

ciò che tocca il cuore dei sensibili
ma smuove anche le acque ferme nell’animo dei più insensibili.
Commerciale è ciò che accarezza le fantasie delle menti più mature 
e stimola quelle più infantili;
è ciò che riesce ad arrivare ai grandi, passando dai piccoli.
Ma, se è risaputo che i colti capiscano le ragioni degli stupidi,
ma a rigor di logica  non sia possibile il contrario;
se un animo sensibile è capace di toccare tutti i livelli emotivi,
ma è impossibile che l'insensibile possa fare lo stesso … 
se il grande è tale perché passa dal piccolo
e la maturità implica un avanzamento da uno stato infantile
allora
va da sé che è commerciale ciò che è stupido, insensibile, piccolo e infantile.

 

Ed è questo che gli esperti pubblicitari chiedono di veicolare attraverso i propri prodotti. 

 

 
15 Dicembre 2011

                    Penso di sapere perché abbiamo il cuore a sinistra 

                                                e non al centro del nostro petto. 

Credo sia così per darci modo, quando abbracciamo chi amiamo,

         che il battito del suo cuore 

      riempia il nostro lato vuoto.

 

 
10 Dicembre 2011

e tu... di che "tono" sei?

 

 

 

 
07 Dicembre 2011

Pessoa

Non sono niente, 

non sarò mai niente, 

non posso volere d'essere niente.

A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo!

 

 
27 Novembre 2011

The no one knows the answer

Com’era tutto ciò che noi conosciamo prima del Big Bang?

Beh… vedete , il prima non c’era ,

perché prima del Big Bang il tempo probabilmente non esisteva.

Il tempo è solo il risultato dell’espansione dell’universo stesso.

 

Ma allora, cosa succederebbe se l’universo smettesse di espandersi?

Il movimento del tempo si invertirebbe?

 

Se la teoria chiamata M fosse corretta,

l’universo avrebbe dieci dimensioni spaziali

e una dimensione temporale.

Possiamo immaginare che all’inizio

tutte le dimensioni fossero collegate fra loro

 e che durante il Big Bang tre di queste dimensioni

conosciute come altezza, larghezza e profondità

e un’altra dimensione, che noi conosciamo come tempo,

si dilatarono.

Le altre sette dimensioni, invece, rimasero intrecciate tra loro.

 

Il tempo è conosciuto come quella dimensione

di cui viviamo l’esperienza in un’unica direzione.

 

E se una delle altre dimensioni ipotizzate non fosse spaziale, bensì temporale?

 

Se vi sarà capitato di mischiare salsa di pomodoro e purè di patate

vi sarete accorti certamente che, in seguito, non potete più separarli. E’ per sempre.

Analogamente, dalle sigarette esce del fumo, ma non ritorna mai dentro.

 

Non possiamo più dunque tornare indietro?

Sarà forse questo il motivo per cui è così difficile scegliere?

Fosse così, ciò ci condannerebbe a fare sempre la scelta giusta.

perché finché non si sceglie, tutto resta possibile …

 

Ma forse bisognerebbe scavare più a fondo

e chiedersi il perché le sigarette emettono fumo …

e solo dopo perché quel fumo non torna mai dentro quella sigaretta.

Ma potremmo chiederci il perché di tante cose …

Il perché le molecole si respingono l’una contro l’altra,

il perché una goccia d’inchiostro non ritorna più come prima,

il perché l’universo tende alla dispersione … etc …

Questo è precisamente il principio dell’entropia:

l’universo ha la tendenza ad evolvere il proprio stato in un caos crescente.

 

Il principio dell’entropia è però associato alla direzione del tempo

che, come visto prima,  è a sua volta il risultato di una espansione dell’universo.

Ma cosa succederebbe allora se la forza di gravità

non fosse in grado di bilanciare tale forza di espansione

o se il suo quantum di energia fosse troppo debole?

Ecco … in quel momento, il mondo potrebbe incorrere nella fase di contrazione.

 

Allora cosa accadrebbe al tempo? Andrebbe al contrario?

La verità è che nessuno conosce la risposta …. 

lo zugzwang

 

A volte ci sentiamo come dei bambini che non sanno fare una scelta

perché non sappiamo quale potrebbe essere il risultato della nostra scelta.

Poi però cresciamo acquisendo consapevolezza di cosa succederebbe,

ma non ci sentiamo ugualmente in grado di operare quella scelta

o non vogliamo semplicemente farne una.

Negli scacchi è chiamato “zugzwang”

ed è quando l’unica mossa che scegliamo di compiere è quella di non muovere.

 

 
24 Novembre 2011

vent'anni senza Freddie

Oggi sono 20 anni.
Vent’anni senza più immaginare che quell’uomo avrebbe ancora potuto comporre e cantare.

Li ho rivisti agli Mtv Europe Music Awards, quel che resta dei Queen, e li ho sentiti col loro nuovo solista, bravo e coraggioso. Ma solo ascoltando uno bravo capisci veramente chi è il più bravo.

Ciò che mi consola, di Freddie Mercury, è che è stato amato quasi subito, e tanto.
Fu loro il primo videoclip della storia, Bohemian Rapsody.
Fu loro la performance più indimenticabile del Live Aid.
Fu loro la chiusura più irriverente mai vista a un concerto: Freddie con il mantello rosso

mentre la banda suona “God Save the Queen”.

Ho il grande rammarico di averli scoperti tardi, a 17 anni. L’anno di “Innuendo”.

Di lì, nacque un grande amore musicale che mi portò a ritroso, fino alle origini, a Killer Queen e Don’t stop me now, che rimane la mia canzone del cuore, con quell’inizio e quella fine insuperabili.

La scorsa estate fa avevo letto il memoir del suo compagno Jim Hutton  Mercury and me, Bloomsbury – che gli è stato accanto fino alla fine. E’ un libro bello e struggente, pieno di ricordi intimi, dei veri anni 80, di un Freddie dolce e sorprendente, come ce lo potevamo immaginare.
Jim faceva il parrucchiere al Savoy.
Freddie faceva la superstar.
Si incontrano in un bar di South Kensington, il Cocobana, Freddie gli vuole offrire da bere ma Jim declina,

e non ha la più pallida idea di chi sia lui.

Inizia quindi come un capriccio – I want it now – e poi diventa amore.
Jim riceverà chiamate e sorprese. Dopo qualche mese Freddie gli manderà un autista a prenderlo all’uscita del lavoro con un biglietto per Monaco, e di lì inizierà l’avventura.

Jim si trasferirà a Garden Lodge, la casa di Freddie a Londra, e per tutti, fino alla fine, sarà il “giardiniere”.
E’ una storia davvero commovente, che credo sia stato tradotta in Italia con scarso successo. Peccato. Racconta di una star che ha vissuto un’epoca di grande splendore, circondato da amici colorati e pochi assistenti. Uno che ha vissuto tutto, fino alla fine, in grande stile. Champagne, torte, amici, gatti e case (Londra e l’amata Montreux), sono i protagonisti più presenti nell’album di foto che accompagna il libro.

Le foto sono tutte squisitamente casalinghe, senza artifici né Photoshop. Anche se penso che neppure Photoshop avrebbe salvato Freddie dalla magrezza scheletrica che l’aveva colpito in quel triste finale.

C’è un’immagine, in giardino, con Delilah (la gatta! La canzone era per la gatta!), dove Mr Bad Guy è quasi irriconoscibile. Ma quel finale è stato vissuto con gli amici più cari, il medico, la cuoca, e Mary l’amica di sempre.

Elton John fu uno dei pochi ammessi a fargli visita appena morì, prima della cremazione, e parcheggiò male la Bentley verde.

Leggendo quelle pagine, mi era venuto il desiderio non solo di conoscere Freddie, ma anche Jim Hutton. L’avevo cercato su internet, ed avevo scoperto che era morto l’anno prima di tumore, a 61 anni.
Non avrà avuto gli stessi fiori e le stesse celebrazioni di Freddie.

Non avrà avuto George Michael, Annie Lennox e David Bowie che si esibiscono per lui.

E non ha lasciato nemmeno una canzone.

Ma ha lasciato questo libro, e non è poco: “Freddie Mercury era un uomo onesto”, ha scritto nell’introduzione, “e sentivo che meritava un libro onesto"

 
16 Novembre 2011

Le  imprese  “impossibili “ sono  quelle  più  belle

 
01 Novembre 2011

zio Lino

 

Ho scelto questo scatto per raccontarti a chi non ti ha conosciuto,

perché penso ne saresti rimasto contento,

perché è un fermo immagine fedele

di ciò che rimane di te nei cuori di chi ti ha voluto bene .

C’è pure lei, pensa,

quella Coca Cola che non facevi mai mancare nella tua tavola

e che compravamo apposta per te ogni volta che venivi a trovarci .

Tutto perfetto, se non fosse che ora ti piangiamo

mentre tu ti prenderai ancora burla di noi!!

Buon viaggio, zio…

 

 
31 Ottobre 2011

wow...llowen

...

 
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